Calcaterra: "Porto e forze dell'ordine non si sono coordinati. Ho pensato il peggio"
Bettino Calcaterra, ospite a RadioNerazzurra, ha parlato di quello che è successo ieri allo stadio del Porto con i tifosi interisti: "Il Portogallo è un ora indietro, quindi la partita è iniziata alle ore 20, su tutte le loro comunicazioni dicevano che i cancelli sarebbero stati aperti alle 18:30. Quindi io non vado lì alle 18:30 perché all'inizio passerà la curva, sono andato con più calma. Quelli che sono andati per primi erano già lì da almeno 2 ore. Ad un certo punto c'era questa ressa, una fila fatta su una scalinata che non finiva mai, pericolosissima. Dopo due ore la fila non avanzava, poliziotti che ad un certo punto se la stavano prendendo con dei padri di famiglia. Ad un certo punto ho pensato il peggio, più ci si avvicinava al fischio d'inizio più la gente si innervosiva. Più la fila spingeva dal dietro più la polizia spingeva dal davanti. A quel punto ho detto, qui finisce male. Io sono entrato 10 minuti dopo l'inizio della partita.
Chi ha comprato il biglietto online ha usato una furbizia. In Italia la vendita dei biglietti sul sito del Porto non era visibile. Chi l'ha acquistato ha utilizzato una VPL che nasconde l'IP oppure si è fatto comprare biglietto all'estero. Però da li a essere trattati come siamo stati trattati, ne passa. Soprattutto dopo che le due società nel pomeriggio si erano messe d'accordo per fare entrare queste mille persone che avevano quel tipo di biglietto.
In Italia avremmo risolto tutto con buon senso, nel settore ospiti ci stavano ancora 2000 persone. Ad una certa ho avuto davvero paura, ho cercato di proteggere donne e bambini. Le forze dell'ordine dovevano essere più permissive. Secondo me non si sono coordinati tra loro".

