Carbone: "Con l’U23 possiamo far crescere i ragazzi in casa invece di mandarli in giro per l’Italia"
Benito Carbone è al centro di un’intervista pubblicata oggi su La Gazzetta dello Sport Youth League contro il SL Benfica.
“Mi aspettavo questo boom? Sì, perché qui si chiama Inter. L’obiettivo è arrivare il più lontano possibile in tutte le competizioni, dando spazio alla crescita dei ragazzi. Gli obiettivi te li costruisci da solo, ma alla fine è sempre il campo a parlare. L’Inter deve continuare a investire nel vivaio, come ha sempre fatto. Con l’U23 possiamo far crescere i ragazzi in casa invece di mandarli in giro per l’Italia”, spiega Carbone, sottolineando l’importanza di coltivare il talento interno.
L’ex attaccante ripercorre anche la sua carriera: “Mia madre ha cresciuto sei figli da sola, vendendo olio, e il successo non poteva cambiarmi. Indossare maglie che erano state di Maradona e Matthäus era un peso, ma non ho mai avuto ansia da prestazione. Un rimpianto però ce l’ho: sono andato via dall’Inter troppo presto. Con Hodgson giocavo fuori ruolo, ma se avessi aspettato sei mesi sarebbe arrivato Gigi Simoni e poi Ronaldo: tutto sarebbe cambiato. A volte nella vita serve pazienza, ma allora non lo sapevo”.
Una riflessione che intreccia esperienza personale e passione per il vivaio, mostrando quanto Carbone tenga alla crescita dei giovani talenti nerazzurri e al futuro della squadra.
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