Tutti esaltano Fabregas, ma per Chivu tutto più difficile...
Tutti e sottolineo tutti, esaltano Cesc Fabregas per il suo Como e soprattutto per il suo modo di giocare. Nessuno può dire nulla allo spagnolo, grande giocatore e ottimo, ad oggi, allenatore. Due mondi diversi quelli di Chivu e Fabregas. L'allenatore del Como è riuscito a mettere insieme una squadra giovane e a dare un bel gioco, spendendo non poco, ma prendendo giocatori perfetti per le sue idee calcistiche. Como un'isola felice dove perdere 3-0 o vincere con lo stesso punteggio non cambia l'umore dei tifosi che dopo anni in categorie minori vivono il sogno di giocare in Europa, non conta quale competizione, ma giocare contro squadre sicuramente più vincenti e blasonate.
A Milano è tutto diverso. Chivu è arrivato in prima squadra dopo una breve parentesi a Parma. Un allenatore alla sua prima esperienza, gettato nella mischia con il compito di riportare l'Inter ad alti livelli dopo l'anno non vincente della stagione precedente, ma soprattutto dopo l'umiliante sconfitta contro il PSG nella finale di Champions league. Squadra e spogliatoio a pezzi, morale sotto le scarpe e il solo Lautaro Martinez che, da vero capitano, spara la prima freccia al Mondiale per Club, mettendo subito Chivu in una situazione non facile.
Tutti ad agosto vedevano l'Inter alle spalle di Milan, Napoli, Roma, Juventus, per mille motivi, ma soprattutto si parlava di una squadra moralmente distrutta. Tanti elogi per l'allenatore nella sua isola felice, ma Chivu alla sua prima esperienza nel calcio che conta, Parma parentesi molto breve, è riuscito a ribaltare la situazione portando i suoi ragazzi al primo posto in classifica con numeri clamorosi e un vantaggio importante e in semifinale di Coppa Italia dove ci sarà lo scontro con Fabregas per raggiungere la finale. I numeri sono a favore di Chivu, perchè il Como ha ftto 3 gol in 3 gare, 2 in casa, mentre l'Inter è andata a segno 8 volte. Nell'ultima sfida ottima prestazione del Como, ma i gol sono stati causati da svarioni nerazzurri, forse un portiere non più al top, nonostante la sua meravigliosa carriera, e un rigore che non i deve nemmeno commentare. L'Inter senza Lautaro e qui chiudiamo il discorso.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
Direttore Responsabile: Lapo De Carlo
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione n. 18246
© 2026 linterista.it - Tutti i diritti riservati
