4 punti su 18 contro Juventus, Napoli e Milan. Ma il problema dei senatori non è strutturale
L'Inter ha chiuso il suo bilancio stagionale dei match contro Juventus, Napoli e Milan - tutte affrontate sia all'andata sia al ritorno - con una sola vittoria all'attivo. Un successo giunto contro i bianconeri, a San Siro, in condizioni particolarmente favorevoli: la Juve, in 10 a causa dell'espulsione comminata a Pierre Kalulu, era riuscita a trovare il gol del momentaneo 2-2 nonostante l'inferiorità numerica, venendo superata solo nei minuti finali a causa del mancino vincente di Piotr Zielinski.
Per quanto riguarda le restanti sfide contro le tre rivali italiane, l'Inter ha totalizzato 1 punto, dato dal pareggio di San Siro contro i partenopei, rimediando 4 sconfitte negli altri incontri. Ciò non deve tramutarsi in un processo ai senatori nerazzurri - stante il momentaneo +7 sul Milan secondo - ma in una riflessione sulle possibili cause della situazione attuale.
Una narrazione da smentire
Una parte del tifo interista ha interpretato queste sconfitte come il segnale di un problema strutturale della compagine nerazzurra, rappresentato nello specifico dall'inadeguatezza dei cosiddetti "senatori" dell'Inter ad essere determinanti nei match in cui aumenta la pressione e crescono le responsabilità. La narrazione in questione, però, è facilmente superabile grazie al riferimento a quanto accaduto fino alla stagione della seconda stella, con gli attuali senatori - si pensi a Nicolò Barella, Alessandro Bastoni, Hakan Calhanoglu, Federico Dimarco o Marcus Thuram - che avevano ampiamente dimostrato di poter assumere un incarico da protagonisti contro compagini come Juventus, Milan e Napoli. Si pensi al derby valso il ventesimo scudetto all'Inter, nella stagione 2023-2024, in cui i nerazzurri giocarono con la personalità e la mentalità giuste per poter formalizzare un successo finale che oramai era già definito nella sostanza.
Alle radici del problema: le circostanze cambiano la realtà
Alla luce delle abilità mentali mostrate dai senatori nerazzurri nelle annate precedenti, l'analisi dei problemi incontrati nell'ultima annata viene a imperniarsi su un fattore fondamentale: le scorie derivanti da sconfitte troppo amare da essere digerite con facilità. La finale di Monaco contro il PSG ha sedimentato delle fragilità su cui il tecnico Cristian Chivu ha dovuto lavorare per riportare serenità e sicurezza in casa nerazzurra. L'allenatore rumeno lo ha fatto a modo suo: utilizzando un metodo non autoritario, ma comprensivo, facendo costantemente presente ai suoi calciatori che delle basi solidissime erano state costruite nel corso delle precedenti annate. La sua impresa è parzialmente riuscita, con l'Inter che si trova a +7 sulla seconda a 10 partite dalla fine. Ma il nodo dei big match resta ad agitare uno spettro che sarà premura di Chivu allontanare definitivamente.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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