Nico Paz o Bernardo Silva. Per essere competitiva, l'Inter non può rinunciare all'apice qualitativo
Quella attuale potrebbe essere l'ultima stagione di Henrikh Mkhitaryan con la maglia dell'Inter. Il centrocampista armeno, il cui contratto scadrà al termine dell'annata, non sta discutendo i termini di un prolungamento dell'intesa con i nerazzurri per un'altra stagione. Con l'ipotesi del ritiro dal calcio che non dev'essere esclusa, stando a quanto dichiarato dallo stesso ex Roma a proposito del suo futuro.
In questo scenario, all'Inter non resta che studiare con attenzione il dossier relativo al possibile sostituto di quello che è stato, negli ultimi anni, un calciatore chiave su cui si è fondato il ciclo di Simone Inzaghi che ha condotto alla vittoria di 6 trofei, tra cui uno scudetto, e alla possibilità di disputare due finali di Champions League (perse contro il Manchester City e il PSG). Una centralità messa in discussione a partire da questa stagione, con Piotr Zielinski che ha gradualmente acquisito la titolarità a discapito del centrocampista di Yerevan.
Nico Paz e Bernardo Silva: l'importanza della forma
Come raccontato dalla redazione de L'Interista, i due nomi in cima alla lista dell'Inter per sostituire Mkhitaryan - in caso di suo addio a fine stagione - sono Nico Paz e Bernardo Silva. Due calciatori tanto vicini quanto lontani: entrambi estremamente qualitativi, capaci di interpretare in modo superbo la funzione di raccordo tra centrocampo e attacco, ma con una differenza sostanziale. La carta d'identità li divide (classe 2004 vs classe 1994), con il profilo dell'argentino che stuzzica per le sue enormi potenzialità future e quello del portoghese che convince coloro che preferiscono affidarsi a un giocatore che abbia già dato prova del suo status in un top club.
Ad unirli, oltre alla qualità, si aggiunge un altro elemento fondamentale: la capacità di rappresentare due nomi il cui acquisto rinsalderebbe le ambizioni dei nerazzurri per le prossime annate. Per poter continuare a vivere stagioni da protagonista, in Italia e auspicabilmente all'estero, l'Inter non potrà che passare da colpi del genere. Pena il rischio di un ridimensionamento.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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