Il pagellone di Valentin Carboni: il gioiello della Primavera che sogna in grande
Un classe 2005 che gioca come un veterano. Questo era stato Valentin Carboni nelle giovanili dell'Inter, bruciando rapidamente le tappe e le categorie. Il figlio d'arte (di Ezequiel, ex Catania), come suo fratello Franco, è stato infatti un pilastro della Primavera campione d'Italia, e l'ha fatto giocando ampiamente sottoetà: un classe 2005 impiegato insieme ai 2002 e ai 2003, con ottimi risultati e grande fantasia nelle giocate. E proprio dal rendimento alla corte di Chivu è nata l'idea di far allenare stabilmente Valentin in prima squadra, come fu per Esposito e per Satriano: l'italoargentino, già convocato da Scaloni (senza debuttare), studia alle spalle di Lautaro, Dzeko, Lukaku e Correa.
Concorrenti difficili da scalzare, per più da quello che è ancora un giovanissimo. Valentin, dopo un paio di ottime prestazioni in amichevole (sfiorò il gol col Lugano), ha accettato la dura realtà: tante panchine e/o non convocazioni a fare da contraltare all'emozione degli allenamenti "coi grandi". Trequartista o seconda punta, con qualche scampolo di partita anche da mezzala, ha fatto la spola tra Primavera e prima squadra: otto presenze alla corte di Chivu, con quattro reti (equamente divise tra campionato e Youth League), due gettoni nella formazione di Inzaghi. Il suo impiego si ferma a 16': due minuti contro la Roma, 14' contro il Bayern. Nella sfida contro i tedeschi, Valentin ha mostrato più l'emozione che le sue qualità: troppo frenetico e nervoso, ha sprecato molte energie nel pressing risultando poco lucido in un'Inter sperimentale.
Avrà tempo di rifarsi, magari già nella seconda metà di stagione o con un prestito da protagonista nel 2023/24. Per il momento, è difficile andare oltre un senza voto per il suo 2022 di Valentin Carboni.

