Sucic, che sia l'alba di un nuovo inizio. Qualità mai in discussione, ora manca uno step
Petar Sucic è stato uno dei migliori, se non il migliore, tra le fila dell'Inter nel match perso dai nerazzurri contro l'Arsenal con il risultato di 1-3. Non solo per la rete, che aveva regalato alla sua squadra il momentaneo 1-1, ma anche per l'atteggiamento mentale mostrato nel corso della gara, specialmente nella prima frazione.
La stella che brilla nella notte europea
Le qualità dell'ex Dinamo non sono mai state in discussione, essendo evidenti a chiunque abbia analizzato il suo profilo ammirandone il rendimento in Croazia e con la maglia della sua Nazionale. L'unico freno alla piena affermazione del suo talento è stato rappresentato dall'approccio del croato alle gare in cui è entrato in corso d'opera. Sia nei match di cartello - si pensi al derby - sia in quelle contro avversarie meno blasonate - un esempio è dato dalla trasferta di Genova - il classe 2003 si è rivelato spesso troppo molle e compassato per incidere così come auspicato dal suo tecnico Cristian Chivu.
L'ultimo step
Per queste ragioni, vedere Sucic brillare contro una delle squadre più forti in circolazione - dopo essere partito da titolare - può far sorridere l'ambiente nerazzurro, ma per il momento soltanto a metà. L'auspicio, infatti, è che prestazioni di tale tenore possano essere da lui effettuate anche quando impiegato non dall'inizio, per dimostrare in maniera definitiva di poter entrare nel nucleo dei calciatori fondamentali su cui costruire l'Inter del futuro.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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