Conte: "È una vergogna!" Il comportamento inaccettabile dell'ex
Fa parte del suo carattere, il mondo Inter ha avuto modo di conoscerlo da vicino. Antonio Conte è così, prendere o lasciare. La sua carriera parla per lui, è considerato un vincente e dunque si chiude un occhio su certi suoi comportamenti. Se si parla di trofei europei cambia tutto, ma questa è un'altra storia. Cerchiamo di riavvolgere il nastro un secondo.
NAPOLI-INTER
Nella sfida andata in scena al Maradona viene concesso un rigore al Napoli. Fallo subito da Mkhitaryan e rigore per il Napoli. Azzurri che vincono il big match anche grazie ad un episodio. Cristian Chivu, che certamente non è un santo ma che in carriera ha avuto gli attributi di chiedere scusa in televisione dopo quel Bari-Inter nel 2011. Citando le parole del tecnico rumeno "mi sento un uomo di merda" dopo un pugno durante la gara ad un giocatore del club pugliese. "Vorrei chiedere scusa a tutti quelli che guardano il calcio". Chiaramente un episodio diverso, ma che ha portato ad un mea culpa. Da parte del tecnico dei partenopei questo è qualcosa di impensabile.
VERGOGNA
È una vergogna. Sono queste le parole urlate da Conte in faccia al quarto uomo. La vergogna sono probabilmente questo tipo di reazioni in mondovisione. Il caso vuole che si tratti anche di un rigore netto, che per assurdo Doveri è andato a rivedere nonostante si trovasse a qualche metro dall'azione. Fallo nuovamente su Mkhitaryan, pestone netto in area. Per Antonio Conte è però una vergogna. Non si spiega come un allenatore espulso possa poi rimanere in campo dare indicazioni, mimetizzandosi tra i fotografi. Uno status che evidentemente gli permette di fare quello che vuole. Esce da San Siro con un punto nonostante un Napoli "decimato dalle assenze". Una cosa è vincere, un'altra cosa è saper vincere.
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