Da Solet a Ndicka: il piano per la prossima difesa dell'Inter
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’Inter continua a lavorare per rinforzare la difesa in vista della prossima stagione. Il primo nome sulla lista di Cristian Chivu resta quello di Oumar Solet, individuato come il profilo ideale per raccogliere l’eredità di una retroguardia destinata a cambiare volto dopo l’addio di Francesco Acerbi, il rinnovo ancora da definire di Stefan de Vrij e la possibile cessione di Yann Bisseck.
Il centrale dell’Udinese è considerato una priorità a prescindere dalle uscite. Dopo l’archiviazione del procedimento che lo riguardava, non ci sarebbero più ostacoli alla trattativa. I contatti con l’entourage del giocatore sono avanzati e l’operazione potrebbe svilupparsi sulla base di un prestito oneroso da circa 2,4 milioni con obbligo di riscatto nel 2027, per una valutazione complessiva vicina ai 25 milioni di euro. Solet sarebbe pronto a firmare un contratto quadriennale con i nerazzurri.
L’Inter, però, non si ferma qui. In caso di partenza di Bisseck, seguito soprattutto dal Bayern Monaco, i dirigenti nerazzurri valutano anche il profilo di Evan Ndicka della AS Roma, giocatore particolarmente apprezzato da Chivu. Il centrale ivoriano avrebbe una valutazione intorno ai 30 milioni di euro e rappresenterebbe un’opzione concreta qualora l’Inter decidesse di monetizzare dalla cessione del difensore tedesco.
Sul fronte esterni, invece, prende quota il nome di Marco Palestra. Il giovane dell’Atalanta è considerato il principale candidato per raccogliere l’eredità di Denzel Dumfries, sempre più vicino all’addio. Sul laterale nerazzurro resta infatti forte l’interesse del Real Madrid, con la clausola rescissoria da 25 milioni valida fino a metà luglio.
Per arrivare a Palestra, l’Inter avrebbe già presentato una prima proposta da 40 milioni più 5 di bonus, respinta però dall’Atalanta, che continua a chiedere almeno 50 milioni. Nonostante la distanza, filtra ottimismo sulla possibilità di trovare un accordo nelle prossime settimane. L’investimento verrebbe considerato strategico sia per il valore tecnico del giocatore sia per la linea tracciata da Oaktree Capital Management, orientata a ringiovanire la rosa e ridurre il monte ingaggi.

