De Laurentiis: "Basta alibi, Serie A a 16 squadre". Ma pesa il precedente voto in Lega
La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali continua a generare reazioni e analisi. Tra le voci più forti c’è quella del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, intervenuto ai microfoni di Radio CRC.
“Trovare capri espiatori non serve a nulla. Sono anni che nel calcio italiano tutto resta fermo, perché così tutti vivacchiano. Io non sono uno che accetta di vivacchiare: quando dici le cose come stanno, diventi scomodo”.
Il numero uno azzurro propone una riforma strutturale: “Si gioca troppo. Le squadre devono essere 16, non 20. Serve dare alla Nazionale almeno due mesi per lavorare come si deve. E poi basta con questa situazione: io metto a disposizione i miei giocatori solo a certe condizioni, con rimborsi adeguati e assicurazioni totali in caso di infortuni. Non si può giocare con i soldi degli altri”.
Secondo De Laurentiis, la situazione non è irreparabile: “Non è un momento tragico, ma bisogna prenderne coscienza e ripartire da zero. Meno squadre, meno partite, più tempo per la Nazionale e tutele economiche per i club: questa è la strada”. Sul possibile futuro della FIGC, apre anche a Giovanni Malagò: “Non serve che ne parli bene, è un amico di famiglia da sempre”.
Tuttavia, le sue parole si scontrano con un precedente recente: nel febbraio 2024, quando in Lega Serie A si votò la riduzione del campionato da 20 a 18 squadre, il Napoli non fu tra i club favorevoli. A sostenere la riforma furono soltanto Inter, Juventus, Milan e Roma, evidenziando una posizione allora ben diversa rispetto a quella espressa oggi dal patron azzurro.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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