Stankovic: "L'Inter è una cosa enorme, la sognavo quando ero bambino"
Intervistato in esclusiva da DAZN, il centrocampista dell'Inter Aleksandar Stankovic ha parlato del suo ritorno in nerazzurro dopo le ultime esperienze in prestito: "Questa maglia fa un effetto speciale: per me l'Inter è una cosa enorme, una cosa di famiglia. La sognavo da bambino, ho iniziato a giocare a calcio per questo motivo: è un'emozione enorme. L'Inter è il mio primo ricordo del calcio".
Il più bel ricordo nelle giovanili?
"Quando siamo arrivati primi in Primavera. Le esperienze all'estero mi hanno cambiato la vita: in Belgio ho giocato la Champions League e sono cresciuto, ringrazierò sempre Lucerna e Bruges".
Cosa ti dice Chivu?
"Mi ha sempre detto di non aver paura di giocare a calcio, di fare quello che so e di non dover dimostrare niente a nessuno".
Come ti trovi con gli altri centrocampisti in rosa?
"Hanno tutto, qualità, quantità, intelligenza ed esperienza: è un mix di cose che io sono contento di vedere e di imparare ogni giorno".
Che rapporto avevi con Mihajlovic?
"Per noi è stato una persona speciale, come un secondo papà e per mio papà un fratello maggiore: è una persona enorme, è un peccato ci abbia lasciato.
Il campionato col Bruges?
"È il mio primo trofeo da protagonista: abbiamo vinto la seconda stella, sono molto fiero.
Cosa ricordi del Triplete?
"Avevo cinque anni, mi ricordo di Madrid, di tutto: ma le emozioni sono state incredibili. Vedendo i campioni e quello che ha fatto l'Inter in quegli anni, non ti rimane che sognare di fare come loro".
Il gol di tuo padre a Genova?
"Lo so a memoria... Non so come ha fatto, ancora oggi non me lo spiego, anche quello con lo Schalke, soprattutto come gli viene in mente di calciare subito da lì. Rimarrà nella storia. Ho provato ad imitarlo di nascosto in allenamento, ma è difficile".

