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Chivu: "Se l'Inter perde una partita è un dramma nazionale, così non va bene"

Chivu: "Se l'Inter perde una partita è un dramma nazionale, così non va bene"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 14:57Primo piano
di Redazione

Dopo il successo in rimonta sul Bologna, l'Inter torna in campo domani sera (ore 21) a San Siro per sfidare lo Shakhtar Donetsk nella terza giornata della League Phase di Champions League. ll tecnico nerazzurro Cristian Chivu presenta la sfida in conferenza stampa, a partire dalle ore 14.30. Segui la diretta testuale su L'Interista.

Giusto accorpare le sconfitte dell'anno scorso con quelle di quest'anno?

"Io non le ho mai contate, siamo consapevoli che quest'anno abbiamo perso due partite. Vogliamo ritrovare sensazioni ed energia che sono di pari passo con le nostre ambizioni. In questo momento si parla troppo del passato, dobbiamo concentrarci sulla partita di domani per portare a casa il risultato".

Cosa è successo nell'intervallo al Dall'Ara?

"Mi avete sentito urlare? Io parlo piano, alzo la voce, rido e scherzo. Mi arrabbio. Ma faccio le stesse cose che faccio a casa con i miei figli perché li considero molto vicini a quella che è la mia famiglia. Il mio amore per loro non cambia mai".

Che partita deve fare domani l'Inter?

"E' una squadra forte lo Shakhtar, gioca la Champions. Hanno gamba, intensità, qualità e un allenatore che li mette bene in campo. Non sono mai facili queste partite, dobbiamo essere noi stessi". 

Dire di voler vincere la Champions ha creato dei danni?

"Noi per educazione rispondiamo. Noi non abbiamo detto che dobbiamo vincerla, ma che è un sogno. Comunque dobbiamo pensare a domani".

La presa di responsabilità della squadra?

"A me fa piacere che un giocatore si è preso la responsabilità, ma il primo responsabile sono io se non riesce a trasmettere qualcosa. Le responsabilità sono reciproche, se abbiamo fatto una stagione importante l'anno scorso è perché tutti si sono presi le loro responsabilità".

Cosa deve cambiare in Europa?

"Parlavo di me stesso, di quello che posso fare meglio per trasmettere determinate cose e toglierne altre. Più preoccupazione, attenzione, motivazione, entrare meglio nella preparazione di una gara. Quando le cose non vanno bene non punto mai il dito contro i miei giocatori. Gli errori individuali li prendo sempre come mancanza di energie che non sono riusciti a trasmettere. La squadra si è guadagnata sul campo questa competitività, se non è l'allenatore il principale colpevole di cosa parliamo. Devo migliorare io prima di tutto".

Come si fa trasformare una squadra all'intervallo?

"Non lo so. Di cosa parliamo? Se si parte male, la colpa è mia. Se all'intervallo si cambia l'esito della seconda parte è merito mio? No, è una somma di cose dove si capiscono certe cose e si reagisce in base all'avversario. Bisogna mantenere la nostra identità, a volte le cose funzionano e altre volte no. C'è l'intervallo per capire, ma poi sono bravi anche loro. Non giochiamo da soli, ci sono squadre evolute che danno tanto contro l'Inter perché tutti vogliono batterla. Non è merito di qualcuno o demerito di qualcun altro. L'importante è sempre come reagisci, accettare il fatto che a volte bisogna capire le avversità e adattarsi al tipo di partita per portare a casa il risultato che tutti noi vogliamo".

Discorso solo di testa o anche di equlibrio in campo?

"La presunzione è l'unica cosa che non ho, spero. Però si parla troppo di niente, si va a cercare le cose negative. Io guardo anche il lato positivo, la reazione a questi gol così. Devo analizzare nel profondo il perché, sono io il colpevole di tutto quello che non funziona. Il merito è loro perché hanno la maturità per reagire alle avversità di una partita. L'ideale sarebbe non subire gol, però non siamo perfetti come squadra e individualmente. Abbiamo anche noi cose che influenzano l'andamento di una partita, quello che mi interessa è che la squadra faccia tutto per vincere. Se l'Inter perde una partita non deve diventare un dramma nazionale, perché ho la senazione che noi abbiamo l'obbligo e gli altri no. E questo non va bene".