Chivu fa mea culpa: "Sono il responsabile della sconfitta. Nello spogliatoio avrei dovuto fare questo"

Chivu fa mea culpa: "Sono il responsabile della sconfitta. Nello spogliatoio avrei dovuto fare questo"TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:55Primo piano
di Michele Maresca

"Inter fragile? C'è stato un buon primo tempo da parte di entrambe, di intensità. Poi abbiamo subito una ripartenza su calcio d'angolo, ma siamo riusciti a riportarci in partita pareggiando all'intervallo. Nel secondo tempo abbiamo iniziato bene, non abbiamo saputo concretizzare due occasioni. Poi è emersa la frenesia, e dopo l'1-2 siamo andati fuori giri: non abbiamo avuto la lucidità e non abbiamo mantenuto la calma necessaria per conservare il piano di gioco. Merito anche del Brugge, che ha saputo metterci in difficoltà". Esordisce così, Cristian Chivu, a Sky Sport nel post-partita del match di Champions League perso dall'Inter contro il club belga per 3-4.

I gol subiti sono 14. Il dato la preoccupa?

"Non potrei dire di no, è ovvio che ci sono cose da rivalutare. Soprattutto in Europa, dove è difficile recuperare quando si va sotto a causa della qualità degli avversari. Ma noi pensiamo anche al nostro equilibrio, alla necessità di mantenere le distanze giuste in determinate occasioni: dobbiamo lavorare, questo lo sapevamo".

Come si può invertire la tendenza?

"Siamo consapevoli di ciò che non va in Champions. Cerchiamo di lavorare sulla nostra preparazione mentale, mi prendo io la responsabilità di questo perché forse non riesco a trovare l'equilibrio giusto in determinate partite. Dobbiamo lavorare con fiducia, perché mancano 6 partite: sicuramente fanno male queste sconfitte, date le nostre ambizioni. Abbiamo tanto da fare e da lavorare dal punto di vista tattico, ma anche sul piano mentale: bisogna ritrovare entusiasmo, equilibrio e l'atteggiamento giusto da avere in certe partite".

C'era una squadra che correva e una che camminava, soprattutto nel secondo tempo...

"Come avevo detto prima, non ho bisogno di rivederla. La sensazione è che, presi dalla frustrazione, abbiamo perso l'intensità giusta: andavamo troppo avanti, dimenticandoci di tornare dietro sulle seconde palle. Abbiamo effettuato delle pressioni sbagliate, non siamo mai riusciti a pareggiare le loro pressioni a causa del fatto che arrivavamo in ritardo. Ripeto, sono io il responsabile: forse avrei dovuto trasmettere più serenità e calma su come avremmo dovuto svolgere il secondo tempo, senza caricarla troppo. In Champions serve il cinismo giusto per arrivare a fare gol, ma a volte siamo un po' presi da quello che vogliamo fare quest'anno". 

C'è una certa differenza tra Serie A e Champions...

"Campionato diverso per intensità e qualità tecnica, ma noi abbiamo l'obbligo di trovare l'equilibrio giusto e la pazienza necessaria per correggere la situazione. Non dobbiamo perdere il nostro entusiasmo, ma determinati momenti devono essere interpretati meglio. Bisogna capire quando non si possono effettuare le pressioni: servirà la mentalità giusta per saper interpretare i momenti nel contesto della Champions League".