Barella 'operaio': "L'Italia non sono io. Mi metto a disposizione anche per 20-30 minuti"
Nicolò Barella ha rilasciato alcune dichiarazioni, alle frequenze di Sky Sport, alla vigilia del match casalingo dell'Italia contro la Turchia. Di seguito le sue parole, riportate da TuttomercatoWeb: "Un raduno lungo, faticoso, sono tante partite. Ma dobbiamo onorare questi impegni e cerchiamo di farci trovare al meglio. L'Italia che sta nascendo? Con la Francia lo ha dimostrato, ma anche in Turchia, nonostante fosse più di rodaggio. Un'Italia di personalità, che vuole ritrovarsi. Questo è importante: bisogna ripartire con entusiasmo".
Come vi state trovando in questo nuovo ciclo con Mancini?
"Sicuramente è sempre lo stesso mister, gli piace tanto lavorare con alcuni giocatori. Portare entusiasmo, liberare la testa da tutte le difficoltà che abbiamo affrontato questi anni. Deve partire tutto da noi, dalla nostra testa e dalla voglia di riprenderci ciò che vogliamo. Di ritrovarci".
Donnarumma ha detto che sono stati mesi duri per lui. E per voi?
"Quando inizi la carriera in nazionale e vinci un Europeo ma non centri la qualificazione Mondiale, due volte, ti senti responsabile di quello che succede. Le critiche sai che arrivano, devi trovare forza e prenderti le responsabilità. Quella notte a Zenica è stata difficile, vedere i Mondiali da casa non è stato facile. Ma nella vita e nel calcio bisogna andare avanti, affrontare le cose difficili a testa alta. Ora proveremo a fare meglio per tornare dove meritiamo".
Strano essere in panchina contro la Francia?
"Negli ultimi anni sicuramente ho sempre giocato, sì. Non è tennis però, il calcio è uno sport di squadra. L'Italia non è Barella, ci sono altri ragazzi. Io mi metto a disposizione per 20-30 minuti o quello che sono. Le scelte le fa il mister".

