Come cambia il mondo in un anno. Chivu e Diouf: così l'Inter ha coltivato il giardino del cambiamento

Come cambia il mondo in un anno. Chivu e Diouf: così l'Inter ha coltivato il giardino del cambiamentoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:00Editoriale
di Michele Maresca

12 mesi per rivoltare una realtà che tanti avevano già scritto senza percepire la possibilità di un suo cambiamento graduale. 12 mesi per dimostrare prima a sé stessi, e poi al mondo esterno, che la fiducia riposta nei propri riguardi rispondesse a una logica ben definita, piuttosto che essere frutto del caso. 
I 12 mesi sono quelli che vanno da ottobre 2025 a ottobre 2026. Coloro che sono stati in grado di "rivoltare la realtà" sono: il tecnico dell'Inter Cristian Chivu e il calciatore nerazzurro Andy Diouf. Ciascuno per ragioni differenti, dopo essere stato scelto dalla società meneghina per ricoprire un ruolo all'interno della galassia interista - il primo come allenatore, il secondo come mezzala - ha dovuto fare i conti con una partenza esposta al rischio del fallimento.

Il seme del cambiamento

Nel caso di Chivu, le 2 sconfitte nelle prime 3 gare della stagione di Serie A 2025-2026 - contro l'Udinese, a San Siro, e nel match esterno contro la Juventus - hanno fatto temere una parte degli addetti ai lavori e dei tifosi nerazzurri che l'operazione volta a sbloccare mentalmente i calciatori dell'Inter dopo l'amaro finale della precedente stagione fosse stata sbagliata. Poi, il tecnico ha saputo dimostrare l'adeguatezza della scelta della società attraverso le prestazioni e i risultati conseguiti dalla sua squadra sul rettangolo di gioco. Due sono stati i suoi principali meriti, i quali hanno rappresentato la causa dei successi ottenuti dall'Inter a fine stagione (doblete, rappresentato dalla doppia vittoria del ventunesimo scudetto e della decima Coppa Italia): applicare le proprie idee senza stravolgere l'impianto tattico ereditato dal predecessore Simone Inzaghi; saper effettuare un lavoro mentale certosino per rinnovare la consapevolezza, da parte dei propri giocatori, dell'intatto valore calcistico di cui erano in possesso.

Per quanto riguarda Diouf, il calciatore francese classe 2003 ha iniziato la scorsa stagione con l'idea di rappresentare una delle soluzioni a disposizione di mister Chivu per il reparto di centrocampo dell'Inter. Dopo qualche prestazione non conforme a quanto auspicato dal suo allenatore sul piano del contributo da apportare in campo, si è deciso di iniziare a piantare il seme del cambiamento. Da mezzala a esterno destro, in una posizione nella quale l'ex Lens avrebbe potuto fare leva sulla sua agilità e la sua fisicità per offrire soluzioni differenti - rispetto a quelle presenti sulle fasce - al suo allenatore e scoprire una nuova identità in nerazzurro. Dall'esperimento si è arrivati al giardino del cambiamento, coltivato su presupposti ben determinati: le qualità tecniche e fisiche del calciatore francese, ma anche un'applicazione mentale che lo ha portato a garantire il massimo impegno in allenamento pur non essendo così convinto della scelta di passare sulla corsia laterale destra. 

Il presente

Grazie alle basi edificate nella scorsa stagione e nella primissima fase di quella appena iniziata, Chivu e Diouf non sono più visti come due "oggetti misteriosi" da una parte consistente di addetti ai lavori e tifosi nerazzurri. Ora, rispetto all'esigenza di dover "dimostrare", l'allenatore e il calciatore dell'Inter vedono la propria azione fondarsi sul verbo "confermare". L'oggetto è plasticamente inteso: le aspettative che si sono indubbiamente costituite, dopo il doblete di cui il primo ha rappresentato l'architetto primario e la convocazione nella Nazionale maggiore francese del secondo, attraverso la mancata rinuncia all'approccio finora perseguito per proiettare il proprio desiderio di successo individuale e collettivo sul piano della realtà.