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Arriverà il momento di Stankovic: Chivu ne è sicuro. Perché bisogna evitare di farne un 'caso'

Arriverà il momento di Stankovic: Chivu ne è sicuro. Perché bisogna evitare di farne un 'caso'TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:30Corsivo
di Michele Maresca

Il calciatore meno impiegato dal tecnico nerazzurro Cristian Chivu per gli impegni dell'Inter, in quest'inizio di stagione, è stato il centrocampista serbo Aleksandar Stankovic. 15 minuti è il bottino totalizzato finora dall'ex Brugge, riacquistato in estate dai meneghini per una cifra pari a 23 milioni di euro, nel contesto degli impegni che hanno coinvolto l'Inter tra Serie A (cinque gare) e Champions League (il match del Bernabeu contro il Real Madrid). Ma vi è un motivo fondamentale per cui è strettamente necessario evitare di creare un "caso" a proposito dell'impiego avuto finora dal classe 2005: ciò che alberga nella mente di Chivu.

Una convinzione

Pronunciatosi nella conferenza stampa della vigilia del match di Serie A contro il Parma, sul tema relativo al minutaggio garantito a Stankovic, Chivu ha fatto comprendere in maniera ulteriore il suo (netto) punto di vista in merito. "Mi fa piacere che lui lavori seriamente per far vedere che a questo livello ci sa stare, ci sa fare. L’autostima e la fiducia che dimostra lo porterà prima o poi a far vedere di che pasta è fatto. Noi lo consideriamo un giocatore da Inter, questa è la cosa importante. Farà presto vedere le qualità e anche gli errori, come normale che sia”.

La dimostrazione

Le dichiarazioni di Chivu si inseriscono nel quadro di un livello elevato di stima, nei confronti di Stankovic, mai nascosto dal tecnico nerazzurro. Chivu ha avuto modo di vederlo crescere, rendendosi consapevole dello spessore umano e dei valori di cui il figlio di Dejan risultava essere in possesso - così come della passione verso il calcio che lo ha accompagnato nella sua crescita. La sua considerazione verso il classe 2005 resta intatta, nonostante le voci di chi ritiene che lo scarso minutaggio di Aleksandar testimonino una scarsa fiducia nei suoi confronti. La realtà è che c'è un tempo per ogni cosa: il tecnico dei meneghini ne è pienamente conscio, motivo per cui inizierà a fargli vivere l'esperienza di campo con maggior regolarità non appena avrà ritenuto che ne sia giunto il momento. Senza che siano le speculazioni a orientare la rotta.